La mia storia

La mia storia

Il primo giorno, nel 1994

Avevo sette anni quando, nel 1994, sono entrato per la prima volta in una scuola di kung fu. Non lo sapevo ancora, ma quel giorno ho iniziato un percorso che non si è più fermato.

L’accademia: il corpo e la mente insieme

Dopo dieci anni di sola pratica marziale, nel 2004, sono entrato anche nell’accademia della stessa scuola. Lì non si allenava solo il corpo: si studiavano anche PNL, Energetica, Teosofia. C’erano persone che si occupavano di guidare gli allievi non solo nella tecnica, ma nel modo di vedere le cose. È lì che ho iniziato a capire che il lavoro su di sé e il lavoro sul corpo camminano insieme. In quella scuola sono rimasto in tutto ventotto anni.

Quando il sapere chiuso non mi è bastato più

Ma con il tempo ho iniziato a sentire qualcosa di stretto. In quel mondo il sapere era chiuso dentro quattro mura: si credeva di essere i migliori, senza mai guardare fuori, senza mai confrontarsi davvero con il resto del mondo. Per me non aveva senso. Se davvero la verità non arriva da una sola fonte ma da tante, allora restare chiusi in un unico punto di vista è la cosa più lontana dalla crescita che ci sia.

Una scuola nuova, aperta al mondo

Così nel 2023, dopo ventotto anni, sono uscito, e insieme ad altre persone che condividevano questa visione ho fondato una scuola nuova, costruita su un principio semplice: l’apertura. Abbiamo iniziato a cercare altri maestri, altre tradizioni — Shaolin e Wushu tra queste, due mondi distinti che meritavano entrambi di essere studiati fino in fondo — non per accumulare tecniche, ma per continuare a imparare da chi, in quel campo, sapeva fare qualcosa meglio di noi. Guardare fuori, sempre, invece di credersi arrivati.

Alla fonte: il mio percorso da coach

Quando è arrivato il momento di occuparmi anche della parte di guida delle persone — quella che nella mia prima scuola veniva insegnata in modo chiuso — ho applicato lo stesso principio: sono andato a cercare fuori, e alla fonte. Per la PNL non mi sono accontentato di un manuale o di un corso qualsiasi: il mio riferimento è sempre stato chi l’ha creata — Richard Bandler, la NLP Society, Robert Dilts — la fonte a cui guardo e a cui ancora oggi aspiro ad avvicinarmi sempre di più. Mi sono ispirato — e continuo a farlo — a formatori come Alessio Roberti e Stefano Santori. Mi sono certificato come coach percorso ICF con Allenati per l’Eccellenza, dove Marco Bigornia, il fondatore, è stato il mio trainer di public speaking, mentre Francesca Di Gioia mi ha formato come coach. Con Unicomunicazione e Stefano Santori Academy ho approfondito la gestione d’aula e il public speaking.

La direzione che ho sempre seguito

Ho sempre saputo, in fondo, che avrei fatto il coach e il formatore. Non è stata un’illuminazione improvvisa: è stata la naturale conseguenza di anni passati a modellare chi sapeva fare eccezionalmente bene le cose che a me interessavano — nelle arti marziali prima, nella crescita delle persone poi. Oggi è la direzione in cui cammino, con la stessa apertura con cui sono uscito da quella prima scuola tanti anni fa: continuando a guardare fuori, a studiare, a non considerarmi mai arrivato.

Anche nel lavoro, la stessa apertura

Questo approccio l’ho portato anche nel mondo del lavoro. Ho seguito e formato diverse aziende — l’ultima, in ordine di tempo, è Enza Zaden — e prima ancora ho guidato in prima persona due mie società come direttore operativo e direttore commerciale, Obiettivo Marketing e Obiettivo Formazione. Ho imparato il cambiamento anche da dentro, non solo da fuori: so cosa significa dover prendere decisioni, guidare persone, e rimettersi in discussione quando qualcosa non funziona più.

Mission. Tutto questo percorso mi ha portato a una convinzione che oggi guida il mio lavoro: la mia missione è aiutare le persone a vedere i pattern che ripetono senza accorgersene, e accompagnarle — con le domande giuste, non con le soluzioni pronte — fino al momento in cui scelgono di cambiare davvero e costruire una vita ricca di soddisfazioni e successo. Non porto risposte confezionate: porto la stessa apertura che mi ha guidato fin da bambino, insieme agli strumenti che sono andato a cercare, uno per uno, alla fonte.

Vision. Il mio sogno è un futuro in cui crescere attraverso il coaching sia una pratica diffusa quanto naturale — nelle persone e nelle aziende — dove ogni obiettivo raggiunto genera consapevolezza, e ogni consapevolezza genera il prossimo risultato.

Se qualcosa di questa storia ti ha parlato, il passo successivo è semplice: continuiamo a conoscerci.